Studio Legale Antelmi

Negoziazione della crisi d'impresa

«In base all’istruttoria condotta dalla struttura, i tavoli di crisi attualmente aperti presso il Mise sono 69, con 55 tavoli attivi e 14 di monitoraggio per un totale di oltre 80mila lavoratori coinvolti», dice Annibaletti, che si prepara a riconvocare dai prossimi giorni «tutti i principali tavoli, incluso Gkn, ora denominata QF, per la quale dovrà essere raggiunto l’accordo sindacale e dovrà essere concretizzato il percorso di reindustrializzazione». 

«Le crisi sono di natura finanziaria, industriale o legate alla chiusura o riconversione di impianti produttivi» e i «settori maggiormente interessati sono l’automotive, la siderurgia/lavorazione dei metalli, l’elettrodomestico ed il trasporto aereo, mentre sono meno coinvolti i settori ove si concentrano le tipiche eccellenze del made in Italy», afferma il dirigente del Mise.

Questo era quanto si leggeva il 2/01/2022 sulle principali testate e la situazione ad oggi non è cambiata in quanto molte imprese si trovano a dover fare i conti con la gravissima crisi economica che sta attanagliando il paese e non solo.

MA I SEGNALI DI RIPRESA CI SONO ED ANCHE GLI STRUMENTI 

In questa ottica è stata emanata la normativa sul nuovo strumento stragiudiziale per la composizione della crisi d’impresa ai sensi del D.L. n. 118/2021 convertito con Legge 147/2021

La composizione negoziata per la soluzione della crisi di impresa costituisce un rimedio stragiudiziale, in vigore dal 15 novembre 2021 in forza della L. 147/2021, che ha convertito il D.L. n. 118/2021, volto a dare alle aziende in crisi uno strumento alternativo rispetto ai rimedi giudiziari rappresentati dalle procedure concorsuali, per tentare di prevenire lo stato insolvenza tramite una sorta di mediazione assistita volontaria.

I vantaggi : con tale procedimento l’imprenditore non subisce più le azioni dei creditori ma – ribaltando la prospettiva – opera egli stesso aprendo un tavolo di confronto con gli stessi per trovare una soluzione all’esposizione debitoria, con la mediazione di un soggetto terzo ed imparziale e con la possibilità di proseguire la propria attività di impresa senza patire iniziative esecutive. 

La procedura può essere avviata dall’imprenditore “che si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che ne rendono probabile la crisi o l’insolvenza” senza limiti né requisiti “dimensionali“, avendo quale unica condizione la mancanza di un procedimento di accordo di ristrutturazione oppure di concordato preventivo. 

Lo studio, quindi, si propone di affiancare il cliente dal momento della presentazione della tramite una piattaforma telematica nazionale attivata da Unioncamere (https://composizionenegoziata.camcom.it/ocriWeb/#/home), aiutandolo nella elaborazione del test pratico preliminare, che consente all’imprenditore di verificare la ragionevole perseguibilità di risanamento ed eventualmente di proseguire nella procedura con maggiore consapevolezza in merito al proprio stato difficoltà.

Il cliente sarà affiancato sino alla conclusione dell’iter con pattuizione dell’intero onorario e dei costi prevedibili secondo le effettive possibilità dello stesso e con anche ipotesi di rateazione al fine di consentirgli di affrontare la procedura con la necessaria serenità.